Come apertura di questo blog ho scelto di parlare di una iniziativa culturale costruita da Gabriele Albanesi, pittore, ex maestro di scuole elementare delle mie due figlie e caro amico.

Esperto di didattica e di educazione all’immagine nell’ambito infantile Albanesi ha alternato una fertile attività pittorica, nata nel solco della Poesia Visiva, a un’esperienza di riflessione e di ricerca sui temi dell’arte e in particolare sui rapporti tra arte e scienza in relazione all’apprendimento.

La mostra, “Il colore delle vocali”, inaugurerà mercoledì 17 dicembre alle ore 18.

E’ la prima di una serie di tre esposizioni che si terranno al Collegio Cairoli di Pavia.
Io e Gabriele ci siamo incontrati per parlare dei lineamenti e delle ragioni di questa iniziativa. Doveva essere una breve chiacchierata ma, si sa, quando si parla poi si va oltre.
E sono emerse una serie di considerazioni sull’arte che, pur allontanandosi dall’argomento in sé, danno secondo me un contributo importante allo sviluppo delle idee…

Voi avete deciso di riprendere quest’attività espositiva nelle sale del Collegio Cairoli perché c’è un passato in questo senso….

Sì, infatti. Dalla metà degli anni ’70 il collegio Cairoli ha avviato un’attività espositiva nell’ambito della Poesia Visiva, declinandola a livello internazionale. Solo negli ultimi anni c’è stata una sospensione. Io ho raccolto questa eredità, avendovi anche esposto più volte i miei lavori.  L’intenzione è appunto quella di rilanciare la galleria, alla luce di una rinnovata vitalità che questo movimento artistico sta vivendo.

Mi spieghi brevemente che cosa s’intende quando si parla di Poesia Visiva?

La Poesia visiva è un movimento multiforme che ha visto gli albori negli anni ’60 in ambito statunitense ed è poi approdato nella Milano internazionale degli anni ‘70, avente come comune denominatore l’interdisciplinarietà dei linguaggi, in omaggio a una visione dell’arte come fatto totale. La Poesia Visiva si è fondata sull’interazione di diversi linguaggi con l’obiettivo di spezzare le vecchie sintassi della poesia tradizionale e dell’immagine, considerate antiquate, in forme più moderne.

Come si presenta dal punto di vista formale la produzione della Poesia Visiva?

Non è facile da spiegare. Diciamo che vi appartengono quei tipi di produzioni artistiche che mescolano le immagini con i testi scritti, considerando l’immagine funzionale al testo e viceversa. L’immagine e il testo si spezzano, non rappresentano più se stessi ma si combinano in un linguaggio nuovo: ad esempio si usano le lettere dell’alfabeto senza che esse siano traducibili in un discorso, ma solo per la loro esteticità.

(continua)