Finalmente, dopo lungo pensare, progettare, fare …vede la luce Forma Prima!

Ho conosciuto Ryan sette anni fa, quando cominciavo a progettare di aprire uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea. All’epoca Ryan si stava trasferendo da Pavia a Milano. In seguito, nel suo girovagare, sarebbe andato a Napoli.
Mi sono avvicinata alla sua pittura col desiderio di capire, di orientarmi nella molteplicità di aspetti della sua creatività. Non è stato un lavoro semplice. Con Ryan sembrava di essere su un ottovolante. Nel suo studio spuntavano tele, collage, assemblage, disegni, fumetti, da ogni angolo. La produzione era vastissima e variegata: mettere ordine, come desideravo, e trovare la chiave di lettura era un’impresa di non poco conto.
Abbandonai e misi da parte l’idea di occuparmi d’arte.
Ci perdemmo di vista.
Quando l’idea della galleria riprese forma, vigore e convinzione subito pensai a lui.
Con lui era nato il desiderio di esporre l’arte e con lui intendevo riprendere il discorso. Ovviamente si ripresentò il problema di rientrare nel mondo di Ryan facendo chiarezza, questa volta.
E’ nata così Forma prima.
Io e Ryan ci siamo visti a più riprese, per parlare della sua pittura, per pianificare insieme una mostra che riuscisse, da una parte, a dare un’idea fedele del suo mondo e dall’altra a rappresentare il mio modo di pensare l’arte.

(continua)