La mattina del 28 dicembre, ancora stordita dal surplus di cibo dei giorni di festa, in una città appena imbiancata da una debole nevicata e da un insolito gelo, sono stata con Paola, amica e compagna di avventure pittoriche alla mostra “Trame di guerra”, nelle sale dei Musei Civici di Pavia, al Castello.


Volevo vedere l’esposizione, ne volevo parlare un po’ sul blog.
Soprattutto ero curiosa di vedere l’opera creata da Marta Vezzoli, mia seconda “maestra” di disegno…

La mostra, inaugurata il 14 dicembre, rimane aperta fino all’8 febbraio 2015.
A me è piaciuta. Ci sono dipinti, installazioni, video, assemblage, fotografie….

Da cosa nasce questa mostra, qual è l’occasione che ha portato a questo progetto?
In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, i musei che aderiscono all’Associazione “I Musei per la Storia in Lombardia” ha dato via al progetto “Giovani 14”: le giovani leve sono chiamate a esaminare e a riflettere sul tema della guerra a partire dai documenti storici presenti negli archivi, nei musei e nelle biblioteche della Lombardia.
“Trame di guerra” è collegata a questo progetto. La mostra propone una riflessione sulla guerra osservata dal punto di vista dell’uomo, soldato o civile che sia, offrendo una visione più intimistica del conflitto. Che si tratti della prima guerra mondiale è solo un pretesto. Le curatrici hanno coinvolto artisti “giovani” per rafforzare l’idea dell’esistenza di un continuum temporale tra gli eventi dell’inizio del secolo scorso e la nostra contemporaneità.
Come a dire, semplicemente, che la guerra è di tutti i giorni, è in agguato, è una minaccia latente, non appartiene al passato. E le emozioni rappresentate o evocate dagli artisti nell’esposizione – l’orrore, il senso di precarietà, l’orgoglio, lo smarrimento, l’incredulità, la compartecipazione, la pena – sono di tutti e sono di sempre, sono propri dell’uomo e accompagnano il tempo.

 

Trame di guerra prende le mosse dai materiali relativi alla I Guerra Mondiale custoditi presso i Musei Civici di Pavia: si tratta di diari, lettere, cartoline, disegni, fotografie, ma anche piastrine, medaglie, fazzoletti, armi, uniformi, elmetti… documenti fino ad ora pressoché “invisibili” ma carichi di suggestione, in grado di raccontare le storie individuali senza le quali la grande Storia collettiva non avrebbe senso.
(Francesca Porreca, curatrice)

Marta ha realizzato un’installazione utilizzando i materiali che le sono congeniali – i tessuti, le garze – dando seguito con coerenza al percorso che da anni porta avanti. “Dipinge” le sue tele con colori e ricami creando dei legami: in questo caso con ago e filo traccia le grafie delle lettere dal fronte dei soldati, su porzioni verticali di garza sottile che pendono dal soffitto.

Non riesco a pensare a nulla di più efficace della lettera, la missiva, a rappresentare l’idea di un legame che persiste, nonostante la sua intima fragilità, sotto la minaccia dello strappo della morte e della distruzione.
Il fruitore è invitato a muoversi liberamente tra questa selva di teli leggeri – i fogli di carta delle lettere – accompagnato da un suggestivo e calibrato sonoro che recita i testi originali delle lettere di alcuni soldati e riproduce con verosimiglianza i rumori di fondo di una quotidianità scarna ed essenziale della vita al fronte. La traccia sonora è realizzata da Martino e da Marcello Mocchi.

Marta Vezzoli si è concentrata in particolare sulle lettere di alcuni soldati al fronte, realizzando un’installazione in cui sembra di poter entrare materialmente nella memoria scritta dai protagonisti. (Francesca Porreca)