"Ogni stagione contiene il sogno di un'altra"

 

Continua la chiacchierata con Marianna e Giorgio a proposito del loro modo di fare arte…

 

GMM
Giorgio, come nasce la serie dei tuoi mesi?

 

GC
Nasce mentre si costruisce, non ho idee già definite all’inizio. Sdipanando il gomitolo mi rendo conto di fare sempre lo stesso mese, dodici variazioni su gennaio: c’è sempre un momento in cui viene incubato qualcosa che poi dovrà nascere, ma questo c’è in tutti i miei lavori.

 

MB
Secondo te stanno bene accostate, la mia serie di mesi e quella di Giorgio?

 

GMM
Sì, secondo me tantissimo.

 

 

GC
Nei quadri mantengo lo stesso modulo usato da Marianna, mentre nelle sculture gioco sulla rottura dell’uniformità: il modulo è sempre quello ma alcune parti sconfinano dal formato. Inoltre alcune sculture sono state concepite per essere messe distese per terra.

 

Marianna Bussola e Giorgio Cecchinato, Serie dei mesi

 

GMM
Accennavi prima che nelle tue opere attribuisci alle figure una frontalità che nella vita, caratterialmente parlando, non ti appartiene…

 

GC
Si è vero, sono riservato, mentre Marianna non cerca mai di nascondersi…

 

MB
Lui non si mette mai al centro dell’attenzione, sono io, tra noi due, che lo faccio, per carattere: eppure nei miei quadri io voglio scomparire e lui invece in qualche modo c’è, nelle sue opere, cioè, c’è l’”essere”. Questo è curioso.

 

GMM
Intendi dire che viene meno la dimensione dell’”apparire” mentre la frontalità che esce dai suoi quadri è espressione dell’”essere”…

 

MB
Sì, è così…

 

GMM
Ritornando ai mesi Giorgio, questo tuo volere dipingere sempre lo stesso mese, che è gennaio, il mese dell’inizio, allude al tuo interesse per una dimensione progettuale?

 

GC
Si, preferisco il “nascente” al “compiuto”.

 

Giorgio Cecchinato, Avarizia e Eden

 

GMM
Giorgio, il rapporto con la mitologia e la religione cristiana, che si ritrovano nei titoli delle tue opere, non mi sembra dettata da un’aderenza a temi che senti tuoi ma mi sembra più che altro un espediente “narrativo” per parlare dell’uomo e delle sue pulsioni.

 

GC
Sì, diciamo che è un espediente. Anche l’Eden riguarda il concepimento di qualcosa…

 

GMM
Quindi anche l’Eden è legato all’idea di nascita e concepimento…

 

GC
Direi che è legato all’idea di gestazione, per essere più precisi…

 

Giorgio Cecchinato, Eden 2

 

GMM
Questi elementi che si vedono internamente, come lo scorpione, in “Eden”, o la locusta,  sono idee che prendono forma nella figura umana…

 

GC
Ma che nasceranno poi…

 

GMM
Quindi anche lo scorpione allude alla nascita di un’idea. Ma tu lo usi anche in chiave simbolica?

 

GC
Non esiste una simbologia diretta: le simbologie reali prendono forma nella testa e non sui libri, non esiste un alfabeto. Uno può solo sentirle o non sentirle o sentirle diversamente da me…

 

GMM
Come la locusta…

 

GC
La locusta per me ha un significato, certo. Non è sempre utile rivelarlo.

 

Giorgio Cecchinato, Invidia

 

GC
La serie sui vizi capitali, ne ho fatti solo tre. Nell’ “Invidia”, per esempio, nella testa c’è il re in negativo, la carta da gioco in negativo. E’ il monarca rovesciato nella testa dell’invidioso.

 

GMM
E poi è interessante l’utilizzo di elementi che si frappongono e interferiscono con la visione, come le cornici, i ricami..

 

MB
Sono interessanti perché inaspettati…

 

GMM
Dicevi che hai tratto questa suggestione dall’opera del regista Max Ophuls: guardando i frame dei suoi film si nota che ricorre la presenza di elementi in primo piano che intervengono a disturbare la scena, mettendo il personaggio quasi in secondo piano, o anche l’utilizzo di specchi…

 

Max Ophuls

 

GC
Nel bianco e nero del film Ophuls introduce una quantità di superfici riflettenti che sostituiscono il colore. Non è una questione di toni ma di superfici. Era una caratteristica che aveva quasi solo lui, questa ricerca del materiale e di come risponde alla luce…

 

GMM
La presenza di candele, cristalli, c’è una ricchezza e una ricerca del dettaglio…

 

GC
Riusciva a raccontare storie terribili con immagini bellissime, sfarzose, scintillanti…

 

GMM
In effetti anche tu non usi mai il colore ma solo toni di grigio. La tua è una pittura in bianco e nero che utilizza, come i film di Ophuls, “materiali visivi” diversi, per sostituire il colore.
Mi chiedevo se la scelta di mettere delle cortine che si sovrappongono alla figura ha qualcosa a che vedere anche con Francis Bacon, che sceglieva di mettere le sue opere sotto vetro, rendendo così l’immagine meno leggibile, col proposito di aumentare, così diceva lui, l’effetto di artificiosità dell’immagine…

 

Francis Bacon

 

GC
Sì, Bacon lo faceva perché così chi guardava poteva vedersi riflesso nell’immagine, cosa che normalmente darebbe fastidio…quindi per creare un effetto di disagio nel fruitore.

 

GMM
D’altra parte Bacon ricercava il fastidio nelle sue immagini…

 

GC
E’ vero..

 

GMM
Per me invece il fastidio è non riuscire a vedere bene. Ho sempre ricercato la visione dettagliata delle cose soprattutto in passato. Il vetro posto sopra il quadro di Bacon mi infastidiva perché non riuscivo ad apprezzare il gesto pittorico, la pastosità del colore, la pennellata. Per questo ti chiedevo se l’idea di frapporre elementi e cornici avesse qualcosa a che vedere con l’intenzione, che è propria di Francis Bacon, di rendere l’immagine più ambigua e meno narrativa.

 

GC
A me di Bacon piace l’intensità. Apprezzo anche quel suo modo di trattare il reale, quando dipinge gli interni, anche deformandoli. Io questo non lo faccio perché nelle mie opere lo sfondo è assente. Bacon dipinge sempre degli interni reali, sintetici.

 

GMM
Sono spazi chiusi..

 

GC
Si sono spazi chiusi. E’ vero che ha fatto una serie di quadri dei papi posti dietro a una tenda che riprende da un quadro del ‘600, il ritratto di un papa seminascosto da un merletto…

 

GMM
Dicevi che c’è sempre un ossimoro nelle tue figure…

 

GC
Sì, tendo spesso a farlo. Per esempio nella figura della Sibilla, con la catena posta a bavaglio sulla bocca, c’è la voce, la profezia e anche l’idea di trattenere la profezia, l’impossibilità di parlare, la parola che deve uscire, le ali distaccate dalla figura di Hermes…

 

Giorgio Cecchinato, Sibilla

 

GMM
E la “memoria della prima sete” che cosa significa?

 

GC
La sete è il desiderio, quindi la memoria del primo desiderio… la sete perché così potevo visualizzarlo nell’acqua.

 

MB
Il poeta Milo De Angelis dice “Non abbiamo chiesto l’acqua ma la sete” .

 

GC
Non so se avevo in mente quello, però forse sì.